La creatività in azienda:
solo una questione di tecniche?

Piccola anticipazione: la creatività è prima di tutto un atteggiamento verso il mondo

Se la creatività non è questione di tecnica, allora come posso promuoverla nell’impresa?

Le tecniche possono essere utili o no, quando e come? La faccenda sembra farsi complessa.

Ho introdotto il tema della creatività sul lavoro in un altro articolo. Accennavo al fatto che le aziende capaci di innovazione promuovono un’organizzazione del lavoro che stimola la creatività.

Ad esempio, offrono la possibilità di coltivare sul lavoro le proprie passioni o di gestire in autonomia i propri orari.

Le aziende capaci di innovazione promuovono un’organizzazione del lavoro che stimola la creatività.

Oppure favoriscono il confronto delle idee grazie a meeting tra settori aziendali diversi e danno a tutti la possibilità di esprimerle in un clima di parità dove l’idea migliore può venire da chiunque indipendentemente dal ruolo ricoperto.

Quindi la creatività sul lavoro è anzitutto una questione di condizioni favorevoli in cui sono messi i lavoratori, ma questo – pur avendo un impatto a livello generale e collettivo – non è sufficiente.

C’è anzitutto un problema: l’elevata conflittualità che può sorgere da una produzione di idee e soluzioni in contrasto una con l’altra.

Uno dei temi affrontati da Linda A. Hill in Il genio collettivo è proprio questo: come fanno i leader a governare il processo creativo senza finire nella disgregazione?

È un tema interessante a cui dedicare un articolo specifico.

Una questione di atteggiamento

Torniamo all’oggetto del post: l’organizzazione del lavoro può essere favorevole alla produzione di idee e soluzioni, ma non è sufficiente.

Occorre un atteggiamento individuale di apertura al possibile e un allenamento alla generazione di idee e soluzioni nuove.

Anche in questo caso, non è questione di tecnica o strategia, ma appunto di approccio. È il modo in cui mi relaziono con le mie potenzialità e con la realtà circostante a fare la differenza.

La creatività è una questione di atteggiamento verso le mie potenzialità e il mondo circostante.

La rete abbonda di siti che vogliono insegnare il pensiero creativo e la creatività. Tutti vorrebbero avere la formula per ottenere l’idea geniale.

Anzitutto alcuni suggerimenti per offrire un quadro favorevole alla creatività nella vostra impresa:

  • Poche regole: troppe regole e procedure estremamente complesse soffocano la creatività.
  • Spazio alla sperimentazione: creare deve rimanere un’attività divertente in cui provare a fare cose prima di applicarle in grande.

Infine, eccovi una lista di tecniche che promuovono la creatività nel team di lavoro.

Tuttavia ricordatevi che la tecnica senza condizioni e atteggiamento favorevoli, diventa un’altra procedura da seguire che ingessa la produzione di idee.

Fate in modo che insieme alle tecniche vi siano anche gli altri due elementi di base.

Tecniche per favorire la creatività nel team 

  • Brainstorming: è forse la tecnica di creatività più popolare al mondo. Tutti ne conoscono quantomeno il nome, qualcuno pensa di saperlo usare, molti lo usano in modo impreciso.

Consiste nello scatenare una “tempesta di cervelli” – come suggerisce il nome inglese – grazie ad una libera associazione mentale per generare nuove idee o risolvere un problema.

Ciascuna idea viene accettata e scritta su un post-it senza esprimere alcun giudizio e senza avviare discussioni. Solo in un secondo momento il gruppo valuta le idee/soluzioni emerse. Esistono anche specifiche modalità di applicazione del brainstorming.

Su questa pagina trovate ulteriori dettagli mentre il volume di riferimento è Applied Imagination di Alex Osborn.

Le tecniche sono di supporto, ma non sostituiscono approccio e condizioni favorevoli alla creazione.

  • Improvvisazione: è nota soprattutto agli artisti, in particolare ai musicisti jazz e ai danzatori contemporanei. Si basa su un canovaccio che fa da struttura di base per generare nuove melodie o movimenti, pattern musicali e motori.

Dedicare spazi e definire strumenti per improvvisare individualmente o collettivamente soluzioni inedite anche nell’impresa è un’attività generatrice di creatività.

Quando viene identificato un pattern valido adatto al nostro caso, esso va ripetuto, osservato da varie angolature, registrato e analizzato per poter poi diventare riproducibile.

  • Sei cappelli per pensare: è utilizzato per sostituire alla dialettica – spesso inconcludente – una mappatura delle possibili posizioni su un argomento senza irrigidirsi nel proprio punto di vista.

Consiste nel recitare una parte mentre si indossano cappelli di colore diverso. Ogni cappello ha un colore e rappresenta un atteggiamento: neutro/oggettivo (bianco), emotivo (rosso), negativo/critico (nero), positivo/ottimista (giallo), nuove idee/creativo (verde), controllo/big picture (blu).

Questo metodo permette di non stereotipare i membri del team, di sfidare il proprio atteggiamento di fronte a un problema e di esercitarsi a pensare in modo multi-prospettico senza la paura di andare fuori dai binari.

Se desideri approfondire ulteriormente, collegati a questa pagina.

Sperimentare tenendo conto poche regole valide per tutti è la base dell’innovazione.

  • Metodo senza perdenti: è una tecnica per produrre una soluzione win-win di fronte ad un conflitto di idee e di posizioni. La creatività collettiva rappresenta la capacità di andare oltre la rigidità delle idee che possono nascere a livello individuale (mai affezionarsi alle proprie idee).

Si applica attraverso le seguenti fasi:

  1. Identificare il conflitto: che tipo di conflitto si tratta?
  2. Far emergere le possibili soluzioni (anche attraverso il brainstorming)
  3. Valutazione delle singole soluzioni
  4. Individuazione della soluzione più conveniente
  5. Programmare ed eseguire la soluzione (fasi, ruoli)
  6. Valutare la soluzione in base ai suoi risultati.

Se desideri approfondire altri metodi, qui un compendio utile (in inglese) con alcuni consigli.

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